| | - STORIA DEL PRESEPE NAPOLEATANO
| |
|
|
| Pagamenti accettati : Pay pPal , Bonifico bancario , ricarica Postapay , contanti per il ritiro a mano presso il nostro laboratorio.
Pagamenti non accettati : vaglia postale. |
|
|
| Spedizione in Italia = Bartolini ,-----Shipping to USA and Malta = Fedex,-----Envio en Espana por : AZCAR .---------Versand mit IN DEUTSCHLAND: DPD, Dynamic Parcel Distribution
|
|
|
|  |
|
| |  | STORIA DEL PRESEPE NAPOLETANO DAGLI INIZI AD OGGI.
L'origine del presepe risale alla tradizione pagana, gli Etruschi e i Latini veneravano le figure degli antenati defunti(Lares familiares) per la protezione familiare. Gli antenati, rappresentati da una statuetta di terracotta o cera, erano onorati il 20 di Dicembre, durante la festa della ' Sigillaria'. Il giorno dopo questa festa i bambini trovavano cibo e doni. Con la vittoria di Costantino, nel IV Secolo, le feste da pagane si trasformarono in religiose, poiché egli dedicò al culto cristiano le prime basiliche, egli mantenne riti e date e cambiò nomi e significati religiosi. Con questa rappresentazione nasce il presepe moderno, anche se le tracce precedenti rimasero fino al quindicesimo secolo ed oltre. Nella città di Napoli si hanno documenti e notizie del presepe nel 1025, nella chiesa di S. Maria del Presepe, e nel 1324 in una cappella del presepe di casa D'Alagni ad Amalfi. Noi tutti sappiamo che l'origine del presepe risale al 1223, quando S. Francesco rappresentò in un bosco, nel periodo delle feste natalizie, la stalla con la natività. Nel XV Secolo si cominciarono ad avere delle rappresentazioni sacre in alcune chiese e cappelle napoletane, come nella chiesa di S. Giovanni a Carbonara, di S. Domenico Maggiore e S. Chiara. Le statue lignee policrome sono a grandezza naturale e di grande intensità religiosa. Nel 1500, nasce il presepe moderno, si abbandona il simbolismo medievale, e si realizzano vari presepi nella chiesa di S. Gaetano da Tiene, e in S. Maria della Stelletta, presso l'ospedale degli Incurabili. Compaiono i primi accenni al paesaggio, dipinto in rilievo, e compaiono pure i primi animali, il bue e l'asinello e man mano altri animali quali le pecore caprette ecc. Nel 1500, si giunge al primo presepe mobile, con figure che vanno a rimpiccolirsi. Nel 1600, i padri Scolopi cominciano ad allestire il presepe con figure articolabili. Il 1700 è il secolo d'oro del presepe a Napoli, in quanto il Re Carlo III di Borbone riporta la città partenopea ai più alti livelli culturali ed artistici. Riguardo l'arte presepiale nasce il pastore con nuove tecniche che consistono nel sostituire la statua scolpita con manichini fatti con un'anima di fil di ferro, gli arti in legno e le teste di terracotta. Questi pastori avevano la proprietà di avere degli atteggiamenti nel movimento e nell'espressione. L'artigiano che li produceva veniva chiamato'figurinaio', e nelle case anche le donne aiutavano questi artigiani alla manifattura dei vestiti.Tra i tanti artigiani ricordiamo G. Sammartino che produsse parecchie opere eccellenti. Comincia, in questo periodo, a sorgere come scenario un specie di roccia, che poi viene sostituito con le rovine di un tempio pagano. La scena della natività viene riempita di personaggi dello scenario circostante, come Re Magi, contadini pastorelle, cortei, con vestiti sgargianti. Iniziano ad inserirsi i simboli presepiali come i Re Magi che rappresentano, nel significato cristiano, il viaggio del sole nella notte, viaggio che si ricongiunge col sole ' Gesù Bambino' 'Benino' ad esempio rappresenta colui che sogna ciò che avviene sul presepe, la lavandaia rappresenta la testimone, come la levatrice. Al parto verginale della Madonna. L'Osteria e l'Oste rappresentano un luogo di perdizione e di peccato. Il Re si circonda di abili artisti, scenografi ed architetti. Tra questi ricordiamo Cappello e de Fazio che inseriscono l'illuminazione e quindi il passaggio dalla notte al giorno. Gli abiti sono di seta di S. Leucio, è da ricordare l'artigiano Mosca che confeziona abiti minuscoli e preziosi. Nelle case si fa a gara ad allestire presepi, piccoli e grandi, su scogli o scarabattole. Nel 1700 il Presepe rappresenta anche l'arte barocca con documenti storici ed usanze napoletane, e Napoli diventa capitale di cultura. Dopo il Regno di Ferdinando di Borbone, molti di questi presepi si svendettero o furono svenduti. Ci rimangono solamente qualche piccolo allestimento 'Cuciniello', e il museo della Certosa di S. Martino. La Napoli di oggi è una città con molte sfaccettature, con piccoli e grandi problemi, con palazzi moderni ed antiche chiese. La sua storia, come abbiamo detto, è quella di una città grandiosa, e rimane un centro di arte e cultura. Napoli è conosciuta nel mondo come città esportatrice di arte e creatività. In questa Napoli antica, tra le mura della vecchia città, tra vicoli stretti e tra salitele e scalinate si nascondono laboratori artigianali di vecchia fama. Uno di questi 'LA SMORFIA' è per definizione il tipico laboratorio d'arte e artigianato, dove i confini tra arte evita di tutti i giorni si confondono e si riflettono su coloro che di arte vivono giorno dopo giorno. Tutto si fonde alla perfezione in uno scenario tipico e sotto alcuni punti di vista è un laboratorio unico perché continua, con fedeltà, non solo l'antica produzione presepiale, ma riprende e continua a curare tutte le attività artistiche e culturali, come quella dell'arte presepiale del restauro e delle icone sacre. Tutto ciò fatto con tecniche classiche e particolari. I materiali utilizzati, gli oggetti, le vecche stoffe, le riproduzioni autentiche dei ricami del settecento, tutto tende a far rivalutare e considerare altamente la cultura sacra che c'era e c'è nella nostra città. Il laboratorio 'LA SMORFIA' come abbiamo detto è depositario di un'antica tradizione di artigiani, con la dinamicità di un ambiente giovane. Ecco appunto, il giovane Fabio Paolella, che validamente e con passione cura prodotti e materiali selezionati precisamente per mantenere alta la tradizione multisecolare. La lavorazione di ogni oggetto, dall'inizio alla fine, è progettata e realizzata ad imitazione delle tecniche antiche del 700, ogni dettaglio è realizzato e curato a mano, con la stessa cura trasmessa dai maestri artigiani del settecento. Ogni prodotto realizzato è unico e prestigioso ed è diretta ad una clientela amante del bello e della vera arte. Proprio per questo che Fabio Palella è particolarmente attento ai materiali, sia nella fabbricazione delle mani e i piedi dei pastori in terracotta che in legno, come venivano fatti nel 700.L'interno dei pastori è costituita di un anima di stoppa, gli occhi dei pastori e degli animali sono in cristallo od in vetro, gli animali sono fatti in terracotta, con orecchie e corna in piombo, i vestiti sono in seta e rigorosamente cuciti a mano, invecchiati e patinati con procedimenti antichi gelosamente custoditi L'arte sacra particolarmente prestigiosa, unica e di qualità è il fiore all'occhiello di questo laboratorio che Fabio cura di persona, rifacendosi ad icone sacre delle vecchie chiese. Fabio Palella, giovane ambizioso ed amante della cultura napoletana ha esposto ed espone i suoi manufatti in Italia ed a l'estero ed è un membro importante dell'associazione 'Amici del Presepe'. Egli sa che non può essere da meno, nel campo artistico, dei suoi antenati. Possiamo dire, che quando si restaura si acquista o si ordina uno dei suoi manufatti, si è orgogliosi di avere un pezzo d'arte unico e di grande valore artistico. Inoltre è da sottolineare che il laboratorio 'LA SMORFIA' ritiene molto importante la tradizione della scultura delle immagini sacre. Infatti, si tratta di vera scultura,immagini solenni e sentimenti profondi della religiosità vera e sentita dalla cultura dei napoletani. Ovunque ed in tutte le manifestazioni ed espressioni, al primo posto c'è l'arte sacra, non solo nelle chiese barocche, nelle edicole votive che si trovano nelle strade e nei vicoletti di Napoli, ma anche nelle case dei napoletani delle più diverse estrazioni sociali. Opere come la SS. Immacolata, S. Anna, S. Placido, il Bambinello sono rappresentate e si ritrovano nel laboratorio ' LA SMORFIA' perché considerate opere di culto e di grande rilievo artistico. Fabio Palella, cultore di questaarte, restaura e realizza con metodi e tecniche utilizzate nel settecento. Egli restaura tali immagini sacre dipingendole ex novo con oli non coprenti. La modellatura utilizzata è quella classica fatta a mano. I volti dei pastori, dei contadini delle dame dei mori o di altri personaggi sono dipinti con patine antiche differenziate. E' necessario considerare anche la modellatura e la dipintura degli animali, sempre realizzati a mano, ma con uno studio anatomico particolareggiato..Osservando una capretta, una pecorella una mucca o una giumenta nella vetrina del nostro laboratorio si ha l'impressione dell'autenticità. Le scenografie realizzate nel laboratorio 'LA SMORFIA' evidenziano lo studio della natura dei tempi passati.Osservando queste scenografie ritroviamo la schiettezza del popolo napoletano in tutte le sue espressioni, e ciò che più colpisce sono le riproduzioni delle antiche botteghe e dei vecchi mestieri, scenari che ritroviamo nella vecchia Napoli. Il laboratorio rappresenta persino le immagini conosciute in tutto il mondo come Pulcinella e S. Gennaro. Il nome del nostra laboratorio' LA SMORFIA' ripropone la sagacia e l'ironia napoletana.
|
|
|